puntoacapo Editrice

Mirko Servetti
Canzoni di cortese villania
 
 
 
Pg 120
 
 
 
 
 

Prezzo: 12,50

È una poesia coraggiosa quella di Mirko Servetti; coraggiosa perché non ha timore di imprimere sulla pagina una marca espressiva forte e peculiare. La scrittura, che è insieme affermazione dell’Io e fuga da esso – o almeno uscita e presa di distanza per vedere se stessi e il mondo da altre angolazioni – trova in queste pagine profonda autorizzazione e pretesto.

. . .  tutta questa poesia è sospesa – anzi stirata a forza – tra i due poli della riduzione all’omogeneità vs fuga da essa, o fra il rientro nell’alveo della pacificazione tematica ed espressiva vs l’infrazione anche vistosa;

 

Forse l’elemento che più colpisce e caratterizza questa scrittura è la ricchezza espressiva, davvero barocca nelle scelte sempre tendenti al debordante e all’eccessivo, al contraddittorio e ambiguo già insito nella «cortese villania» del titolo, ma mai davvero stravaganti: è una ricchezza che sembra puntare all’irriverenza – come sottolinea il titolo – verso valori consolidati sia letterari che culturali. C’è poi un ricco spettro di aggettivazioni, con scelte lessicali a volte preziose e a volte, al contrario, basse ed esplicite, specie all’interno dell’ambito sessuale – «volgare» è ovviamente parola del tutto fuori luogo all’interno di una poetica invece matura, conscia, raffinatissima: come detto, e a dispetto della patina stilistica, del tutto personale.

 

Mauro Ferrari

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