
puntoacapo Editrice |

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Puntoacapo è nata con lo scopo esplicito di costruire un catalogo di valore assoluto che diventasse il punto di riferimento per il genere poesia ma anche per la prosa e narrativa non mainstream, operando quando possibile su invito ma mantenendo spazi per autori ancora giovani e meno noti.
La Casa editrice, che opera con scelte strategiche innovative che riguardano la distribuzione, la disponibilità dei titoli e gli eventi a cui partecipare, ha pubblicato titoli che in più campi sono ormai il punto di riferimento, e persegue una attenta politica editoriale attraverso una selezione molto severa: ciò significa che solo alcune, fra le tantissime proposte che arrivano in Redazione, possono arrivare alla pubblicazione. In genere, gli Autori che possono interessarci hanno alle spalle una carriera letteraria con probanti riscontri critici, sono estremamente motivati e conoscono le scelte di fondo della nostra casa editrice. Chi coltiva la scrittura per hobby, senza adeguate letture e un contatto vivo con il mondo letterario, probabilmente non riscuoterà il nostro interesse.
In via generale, consigliamo agli autori che intendano proporre un lavoro di inviare via email una proposta completa e definitiva comprendente un curriculum letterario. I tempi per la lettura possono variare, ma sono contenuti in alcune settimane. La valutazione, ci preme sottolineare, non è sempre e solo un giudizio critico sul valore dell’opera, ma tiene conto – oltre che delle personali convinzioni critiche dei collaboratori – anche della programmazione a medio termine e soprattutto della connotazione che, specie per la poesia, vogliamo dare alle nostre collane.
Ci sembra poi indispensabile, rivolgendosi a un Editore, essere a conoscenza della sua impostazione e dei titoli che questi ha pubblicato: non si tratta di un banale espediente per innalzare le vendite, ma dell’unico modo per comprendere il lavoro del gruppo a cui si affida il proprio destino letterario.
Puntoacapo fa del suo meglio per assicurare il successo dei propri libri: curandone l’aspetto grafico e l’editing; inviandoli alla Distribuzione; provvedendo a un mailing accurato e senza uguali verso i migliori operatori; curando una distribuzione diretta nei punti vendita amici; organizzando eventi e tenendo contatti continui con l’ambiente culturale; questo perché il successo delle vendite è indispensabile sia dal punto di vista commerciale, ma utile anche da quello critico: noi vogliamo pubblicare libri che siano venduti e letti. Tuttavia nulla garantisce realmente il successo di un titolo perché molti fattori restano imponderabili – dall’operato della critica fino al gusto dei lettori che decidono o meno di acquistare un libro. Se è vero che le grandi vendite sono appannaggio dei pochissimi grandi editori, è anche vero che i loro stessi cataloghi sono zeppi di libri senza riscontro alcuno.
INVIO DEI LAVORI
I lavori proposti alla casa editrice possono essere inviati tramite e mail (in allegato) all’indirizzo della Redazione, che darà un riscontro sollecito sulla ricezione. Si raccomandano alcune sempici regole: Innanzitutto il lavoro deve essere in forma definitiva, completa e corretta, in Garamond o Times corpo 12, a interlinea uno. Per la poesia, se possibile inserire una Interruzione di pagina al termine di ogni componimento. I titoli delle poesie vanno in corsivo. Per la prosa, giustificare i paragrafi lasciando una rientranza di 3 mm come capoverso. Il titolo di ogni capitolo andrà in corpo 14.
In particolare, per la Collana di critica letteraria Crinali, vista la destinazione dei titoli, si raccomandano le seguenti Norme redazionali:
Il testo
- Il testo va composto preferibilmente in carattere Times New Torman corpo 12 a spazio 2. Il testo non deve essere “boxed”. Il margine destro rimane libero. - Se una citazione non è più lunga di quattro righe conviene lasciarla nel testo, tra virgolette. - Se la citazione è più lunga di quattro righe dev’essere inserita in un “box” a spazio 1, con lo spazio di una tabulatura verso destra - Le note vanno a ogni fine di capitolo, non a piè di pagina.
Per i riferimenti bibliografici nelle note:
- Nome dell’autore completo. Indicazioni come “vol.” e ‘tomo” hanno l’iniziale minuscola. Il nome del traduttore o dei traduttori e del curatore o dei curatori devono essere completi quando è possibile. - Prima viene l’indicazione della casa editrice, poi la città di pubblicazione e l’anno. Esempio:
Giacomo Leopardi, Zibaldone di pensieri, 3 voll., a cura di Giuseppe Pacella, Garzanti, Milano 1991.
Per l’eventuale bibliografia in fondo al volume:
Il criterio è di inserire prima il cognome dell’autore in maiuscole piccole (small caps). Esempio:
LEOPARDI Giacomo, Zibaldone di pensieri, 3 voll., a cura di Giuseppe Pacella, Garzanti, Milano 1991.
Per i riferimenti all’interno del testo:
- Se si cita più di una volta dallo stesso testo, la nota completa a fine capitolo deve essere inserita solo la prima volta in cui compare il riferimento. Per tutte le altre volte in cui si cita dal testo, è sufficiente inserire tra parentesi il titolo del libro e il numero di pagina al quale si fa riferimento. Esempio:
Come scrive Schiller, “ecc. ecc.”nota
nota Friedrich Schiller, Lettere sull'educazione estetica dell'uomo, a cura di Antimo Negri, Armando, Roma 1971, p. 73).
- Se il testo viene citato un’altra volta:
E sempre come aggiunge Schiller, “ecc. ecc.” (Lettere sull'educazione estetica dell'umanità, p. 82). - Se poi il testo viene citato ancora, ed è chiaro dal contesto a quale libro l’autore si riferisce, le citazioni successive saranno: Bisogna dunque concludere con Schiller: “ecc. ecc.” (Lettere, p. 99). NON: (idem, p. 99) e NON (ibidem), neanche se si cita dallo stesso numero di pagina. Sempre se il contesto è chiaro, e il lettore capisce che la citazione viene dallo stesso numero di pagina, il riferimento può essere omesso. - Il criterio è quello di rendere il libro il più scorrevole possibile. È consigliabile a questo proposito non scrivere note troppo lunghe. In genere, molto di quello che c’è nelle note può essere incorporato nel testo. A parte i necessari riferimenti bibliografici, le note sono da riservare a informazioni bibliografiche, fattuali e marginali, che se inserite nel testo rallenterebbero la lettura.
Fornire sempre il libro di un indice dei nomi conclusivo.
- È opportuno seguire il modo più comune in cui un autore è nominato. Non si metterà dunque “Alighieri, Dante” bensì “Dante (Dante Alighieri)”, ma si metterà “Petrarca, Francesco”. Altri esempi:
Cicerone, Marco Tullio, [per distinguerlo dal fratello Quinto], ma “Orazio” può restare solo “Orazio” (non “Orazio (Quinto Orazio Flacco)”
- La denominazione del luogo di origine va dopo il nome. Esempio:
Ugo di San Vittore,
Tranne quando, come nei nomi aristocratici, il titolo ha preso tradizionalmente il posto del nome. Esempio:
Cavour (Camillo Benso Conte di),
- Non inserire i numeri di pagina quando il libro è ancora manoscritto. L’inserimento avverrà in fase di impaginato.
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