puntoacapo Editrice

L. Benassi
L’onore della polvere
 
 
 
 
 
Pg 64
 
 

Prezzo: 9,00

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Dov’è che l’azzurro si fa notte

fatto di gocce e gocce come l’orbita vuota della notte.

Dov’è che non compare luce, le costellazioni terresti

che riverberano nell’aerosol salino, le torri, le condutture

gli impianti di combustione, le ciminiere rosse, le gru.

 

I moli deserti dove i gabbiani beccano mozziconi

tendono come fionde gli scafi, le strisce di schiuma

che vibrano nelle ferite senza sangue dell’elica.

Ecco i navigli, le petroliere che respirano come trireme

come facce stralunate di metallo, Babau senza orecchie

e muso, dove vegetano coralli, liane d’alghe

concrezioni di bivalve e murici.

 

Eppure c’è un luogo deserto della notte

trasparente come una cornea dove non c’è fondo

e il buio pare un respiro di silenzio

un diafano brillio d’atomi che riverberano il ricordo

di spazi infiniti senza un panorama, quando il tramonto

è miele nello specchio del cielo.

 

Qui sono io acqua di acqua.

 

Stoffa lucente dove non c’è suono, appiglio

anfratto, ma solo un lucido oblio di

giorni giganteschi e silenziosi.

 

 

 

 

*

 

 

 

Le nostre città sono rovine

di epidemie passate e guerre ancora da combattere.

Al vento le ossa vuote soffiano come flauti

Stateci lontano, non siamo guerrieri

o buoni difensori e non cerchiamo gloria di lapidi.

Abbiamo perso idee nei campi

e fogli già scritti sulla scogliera al limitare del bosco.

Chiedete agli zingari

o ai pastori. Manchiamo di un petto

su cui attaccare la medaglia.