
puntoacapo Editrice |

L. BenassiL’onore della polverePg 64 |
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Prezzo: € 9,00 |
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Leggi la recensione di Sebastiano Aglieco
Dov’è che l’azzurro si fa notte fatto di gocce e gocce come l’orbita vuota della notte. Dov’è che non compare luce, le costellazioni terresti che riverberano nell’aerosol salino, le torri, le condutture gli impianti di combustione, le ciminiere rosse, le gru.
I moli deserti dove i gabbiani beccano mozziconi tendono come fionde gli scafi, le strisce di schiuma che vibrano nelle ferite senza sangue dell’elica. Ecco i navigli, le petroliere che respirano come trireme come facce stralunate di metallo, Babau senza orecchie e muso, dove vegetano coralli, liane d’alghe concrezioni di bivalve e murici.
Eppure c’è un luogo deserto della notte trasparente come una cornea dove non c’è fondo e il buio pare un respiro di silenzio un diafano brillio d’atomi che riverberano il ricordo di spazi infiniti senza un panorama, quando il tramonto è miele nello specchio del cielo.
Qui sono io acqua di acqua.
Stoffa lucente dove non c’è suono, appiglio anfratto, ma solo un lucido oblio di giorni giganteschi e silenziosi.
*
Le nostre città sono rovine di epidemie passate e guerre ancora da combattere. Al vento le ossa vuote soffiano come flauti Stateci lontano, non siamo guerrieri o buoni difensori e non cerchiamo gloria di lapidi. Abbiamo perso idee nei campi e fogli già scritti sulla scogliera al limitare del bosco. Chiedete agli zingari o ai pastori. Manchiamo di un petto su cui attaccare la medaglia.
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