
puntoacapo Editrice |

Tolmino BaldassariL’ombra dei discorsiPg. 144 |
|
Prezzo: € 16,00 |
|
Leggi l’articolo su “Il Blog dei Libri”
Tolmino Baldassari in poesia ha pubblicato: Al progni sérbi, Edizioni del Girasole, Ravenna 1975; E’ pianafôrt, ivi 1977; La campâna, Forum/Quinta Generazione Forlì,1979; La néva. Poesie 1974-1981, ivi 1982; Al rivi d’êria, Il Ponte, Firenze 1986; Quaderno di traduzioni, Nuova Compagnia Editrice, Forlì 1990; Òmbra d’luna, Campanotto, Udine 1993; I vìdar, Mobydick, Faenza 1995; E’ zet dla finëstra, Book,Castel Maggiore 1998; L’éva, P. G. Pazzini, Villa Verrucchio 2002; Se te t’gverd, Pulcinoelefante, Osnago 2005; Canutir, Raffaelli, Rimini 2006.
Ogni singola poesia di Tolmino Baldassari sembra essere stata intensamente ascoltata. Sono poesie che prendono il poeta di soprassalto, quasi come un agguato dello stupore, e intendono rappresentare una rapidissima epifania, che col passare del tempo e delle raccolte diventa sempre più rapida e, quasi, simultanea ad ogni lettura. Non hanno bisogno di molte parole, anzi ne contano sempre meno: eppure, nella ristrettezza montante dello spazio avviene un’intensità e una pregnanza di senso miracolosa che, naturalmente, travalica la possibilità semantica delle parole stesse. Di “chiarezza e intensità, di purezza e levità” ha parlato Manuel Cohen, e di “un vocabolario selezionatissimo e elementare che conferisce gli stigmi di riconoscibilità e autenticità di dire, nella considerevole perizia linguistica, negli esiti di rara, lucreziana e luziana naturalezza”. Tolmino Baldassari è un poeta di frammenti epifanici, perciò potrebbe sembrare ancor più strano il fatto che il suo capolavoro sia considerato, da moltissimi, un poema, La néva (La neve). Pubblicato nel 1982 dalle edizioni Forum/Quinta Generazione dell’allora attivissimo editore Giampaolo Piccari di Forlì, l’andamento poematico di questa opera ha tratto in inganno anche Franco Brevini che nell’introduzione afferma: “Dal frammentismo delle raccolte precedenti, Baldassari è approdato alla misura lunga del poemetto. Si tratta di un’operazione non da poco, tenendo conto del gusto diffuso nella tradizione romagnola contemporanea, almeno fino a Baldini, che per primo si è provato con misure metriche più ampie”. Lo stesso introduttore deve infatti subito correggere il tiro, parlando nel caso de La néva di una struttura “che potremmo definire pointilliste”. Insomma è un poema ma il metodo di scrittura rimane il frammento: un poema frammentista. (Dalla Prefazione di Gianfranco Lauretano)
|