
puntoacapo Editrice |

Flavio B. VacchettaAkeldamàPg 96 |
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Prezzo: € 11,00 |
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Leggi il commento critico di Cristina Raddavero
Flavio è poeta e narratore, oltre ad avere tante altre virtù ed attività: e sono tentato di dire che, in fondo, è quasi un imitatore di Cesare, presentandosi come il primo a Benevagienna piuttosto che andare in giro per la provincia e la regione e altri luoghi ancora, ed essere il secondo. La caratteristica poetica di Flavio è la curiosità, l’avventura, la variazione fervida, le trasformazioni, la ricerca dei modi migliori per far stupire con una certa sprezzatura ironica e giocosa. Abbiamo così testi brevissimi, in forma di sentenza o di fulminea visione o di commento o di memoria rapida o di appunti improvvisi di vita; e ci sono, invece, componimenti più dilatati fra descrizioni, esperienze di viaggi e di stagioni, commenti di tanta vita improvvisa e di riflessioni sul dolore e sulla morte, ma sempre con una saggezza serena. La memoria non duole, allora, perché il discorso poetico di Flavio è libero sempre dalla pateticità, dal lamento, dal pianto: così va il mondo, e compito del poeta è piuttosto quello di verificare i casi contraddittori e mutevoli del tempo umano. Nei momenti più alti, la poesia di Flavio aspira alla visione, all’invenzione vivida della parola, al messaggio sicuro ed esemplare. (Dalla Prefazione di Giorgio Bárberi Squarotti)
4 nel mio mondo piazze brumose e immense dove antichi arazzi fanno da cornice tra ardenti crepuscoli estivi e melanconiche serate invernali
5 l’obliquo tempo concede pause silenziose: alba di una minuta foglia
6 dal giorno che nasci incominci a morire l’universo ti appartiene come collana al collo e meridiana che calcola i tuoi giorni li consegna al tempo per le correzioni
7 lunga notte di cielo bello adagio d’organo il giorno il tepore in viso gli affetti all’invito di silenzio e tutto intorno alla mia terra e al suo templare abbraccio d’universo
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