
puntoacapo Editrice |

Domenico LombardiniEconomiaPg 68 |
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Prezzo: € 9,00 |
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Un estratto di questo volume è risultato vincitore al concorso "Pubblica con noi 2009" di Fara Editore.
La cifra peculiare della scrittura poetica di Domenico Lombardini, il filo rosso che unisce in una trama unitaria le varie tappe del suo ancora breve ma già significativo percorso, condotto sempre con profonda discrezione e rigorosa attenzione ai presupposti e ai risvolti teorici del lavoro in fieri, è da ricercarsi nella presa d’atto dello snodo traumatico che la nostra epoca rappresenta, tanto sul piano etico che su quello culturale ed estetico, e nella piena consapevolezza, da cui la sua ricerca in gran parte si origina e si dispiega, che sia possibile trovare un punto di sintesi tra il rigore, le ragioni e la semplificazione ordinatrice tipica della scienza, e l’insondabile, ontologica, metamorfica refrattarietà che l’arte, in modo particolare la poesia, apparentemente le oppone. La traccia che ne scaturisce proietta sul foglio i segni e la tensione tipica di una poetica dell’incontro, nella quale i due momenti, pur non dismettendo mai l’abito, gli strumenti e le coordinate concettuali che ne definiscono gli statuti, il senso e le procedure comunicative, si dispongono ad accogliere le reciproche alterità, in uno con la domanda implicita di verità da cui prendono le mosse e nella quale trovano esistenza e giustificazione, fino al riconoscimento della unicità della radice (“l’imperitura semenza del vivente”) da cui scaturisce la diversità e la singolarità degli ambiti, la specificità degli orizzonti in cui organizzano il loro discorso. (Dalla Prefazione di Francesco Marotta)
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non è questo il migliore dei mondi, diceva – è forse il peggiore; l’altro ascoltava e fissava la granulazione salivare sul labbro, non capiva
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ognuno vorrebbe per sé e i suoi cari
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meravigliati del miracolo! – non si spoglia del miracoloso la vita – spiegandola... allo stupore degli eventi, lo stupore della spiegazione, la coscienza che non è arbitrio ma un’intelligenza che governa, un’intelligenza senza nome; che è norma, legge imperitura del vivente.
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