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La scrittura di Alessandra Pellizzari, invitandoci ad uscire dalle vie già tracciate, sembra collocarsi in una zona liminare della percezione, là dove l’oggetto perde lentamente la propria stabilità nominale e comincia a irradiarsi nello spazio del testo come segreta vibrazione, traccia luminosa, eco sensoriale. Nulla appare davvero fermo, afferrabile da un unico punto di vista. Le cose vengono colte nel momento in cui sembrano sottrarsi alla loro consistenza quotidiana per entrare in uno stato di rarefazione, quasi di sospensione atmosferica. […] Nei testi sembra condensarsi quel tremore sottile che ac compagna ogni autentico tentativo di nominare lo stupore davanti a un istante di fragile equilibrio, quando il mondo appare insieme sul punto di disfarsi e di riaffermarsi. Come se nello sguardo poetico convivessero, inseparabili, il senso di un’infinita catastrofe e l’altrettanta inesauribile ostinazione della vita a riemergere attraverso le forme minime e tremanti della materia. (Dalla Prefazione di Ivan Crico)

 

 

L'Autrice:

 

Alessandra Pellizzari nasce a Verona, vive a Venezia. Storica dell’arte e docente. Ha pubblicato: Lettere a cera persa (Lietocolle 2006, pre fazione di Andrea Zanzotto); Intermittenze (libro d’artista, con una partitura del compositore Saverio Tasca); dodici testi nell’antologia 12 poetesse italiane (Nem 2007, testo critico di Francesco Carbognin); Mutamenti (Campanotto Editore 2012); Faglie (puntoacapo 2017, prefazione di Elio Grasso); Nodi parlati (Nem 2019, traduzione inglese di Pa trick Williamson); Venetia. Noduri Cabestan (traduzione in romeno a cura di Eliza Macadan, Cosmopoli 2023). Alcune sue poesie sono state inserite nell’opera Sette quartetti. L’ou bli de Métamorphoses, dell’artista Gianni Emilio Simonetti (Fondazione Bonotto, 2009).

Opalescenze - Alessandra Pellizzari

€14.00Prezzo
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