Addii alla dominanza del bianco è un titolo enigmatico, ma incisivo: nel bianco si identifica, prima di Nietzsche, la realtà stessa del mito greco: Winckelmann che fa sbiancare le statue del Partenone ne è un esempio. Questo libro di poesia, sapienziale e intenso, entra nella realtà del mito e della sua crisi: non negandolo, non “demitizzando” come parte del Novecento e massime alcune sue avanguardie nichiliste, ma interrogandosi sulla sua essenza. E su quanto può perdurare, del mito, dopo alcuni eventi che lo scuotono, come la caduta di Saulo a Damasco o l’episodio dell’Orto del Getsemani. Nei suoi versi lucidi Callegari cerca una realtà sotterranea del mito, che ha inizio dal poema babilonese del dio Marduk, indicando come quella mitica sia realtà universale, congenita all’uomo nel suo apparire, e non specificità del mondo greco. È importante, sappiamo che esiste in Africa come in Asia, nella cultura indoeuropea quanto in quella greca, e che, soprat tutto, esiste e può manifestarsi sempre. Questi versi indicano una via: dovrebbe essere scritta una storia delle voci. Di tutte le voci. (Roberto Mussapi)
Addii dalla dominanza del bianco è dunque un mosaico che unisce cosmologia, autobiografia, liturgia e mitografia. La poesia diventa all’occhio del lettore una sorta di fenomeno saturo, eccedendo la mera rappresentazione e aprendo alla rivelazione. Nel panorama della poesia italiana ed europea, l’opera dialoga con la tradizione alta (Dante, Leopardi, Baude laire) e con la filosofia fenomenologica, proponendo una nuova mitografia europea e mediterranea. Allo stesso tempo, a parer nostro – e non sappiamo dire con che grado di consapevolezza dell’autore – la profondità dell’opera si illumina e illumina a sua volta memorie relative alla luce della filosofia ebraica antica. (Dalla Postfazione di Sergio Daniele Donati)
Addii alla dominanza del bianco - Edoardo Callegari
Sconto standard di legge


