Accade di nascere in modo pressoché improbabile. Conseguenza immediata: affrontare, da fanciullo, passaggi difficili, situazioni strambe. Imbattersi, per esempio, nella voce di un gemello bellissimo anche se mai emerso alla luce del sole. Subirne fascino, voce e rimpianto. E rimorso. Raccogliere storie, in sua compagnia, per giorni e stagioni, su e giù per colli e pianure alla ricerca di orizzonti e di lune, desiderando le tinte del mare. Ma in attesa della neve. Territori di gente a caso e affetti per sempre. Territori da riconoscere, conquistare, trasformare in memoria. È la rara eppure normale bellezza di prendersi, invecchiando, i vizi e gli omaggi di parentado, amici e incontri occasionali. Musi e vite da cani. La forza, infine, cocciuta e rassegnata di esistere fino a quando arriva Matisse. Che apre le porte della casa esclamando: “Entra pure, ora è tua”.

 

 

L'Autore:

Gianfranco Miroglio è nato nel 1949. Attività nella scuola pubblica, docente di lettere, poi dirigente. Giornalista e pubblicista, ha scritto per anni su quotidiani e settimanali astigiani. “Storico” rappresentante della sinistra ambientalista, è stato consigliere comunale di Asti. Da quasi trent’anni è presidente dell’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Astigiano, oggi Parco Paleontologico Astigiano. Coordina il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato. Vive in campagna. Ha scritto tre romanzi: Ferragosto (Impressioni grafiche, Acqui 2002), Amaro come il miele (ivi 2004) e Rosso Corriera (Scritturapura, 2008).

La culla e i giorni

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