Questo studio intende indagare in particolare la presenza di Dante all’interno della canzone italiana: da Una zebra a pois di Mina (1960) a Ragazza paradiso di Ermal Meta (2017); in altre parole dalla canzone di consumo a quella d’autore, passando per il rap, al quale sarà dedicata una più approfondita analisi nell’ultimo capitolo. La categoria maggiormente sotto osservazione e studio sarà comunque quella della canzone d’autore, che ha nei cantautori «l’unica categoria ad essere parificata al poeta, per motivi storici e culturali in primis, […] una figura che viene considerata spesso e da molti ascoltatori quasi come sinonimo di poeta». Le aspettative dell’autore di questo volume, che intendeva documentare all’interno dell’opera dei cantautori i rimandi al Padre della letteratura italiana non sono state deluse; forse sorprendentemente però, nessuno di loro ha dedicato più che un qualche accenno sporadico, seppur significativo, a testi del Sommo Poeta. Rimandi, versi sparsi, personaggi della Commedia non mancano, ma per trovare qualcuno che abbia interpretato e fatto propria una composizione dantesca occorrerà aspettare, salvo un brano dei New Trolls del 1972, il nuovo millennio, con l’album Pia come la canto io di Gianna Nannini e, in un contesto molto diverso, Argenti Vive del rapper pugliese Michele Salvemini, in arte Caparezza. La canzone si basa sul canto VIII dell’Inferno con numerosissimi richiami, ma la sua originalità sta nel punto di vista: non più quello di Dante, bensì quello del dannato. In vari casi la lezione di poeti della tradizione è stata invece fatta propria da alcuni cantautori ma, se si esclude l’interesse di Branduardi per la poesia medievale e rinascimentale, gli autori richiamati sono per lo più ottocenteschi e novecenteschi: si pensi per esempio a L’Isola non trovata1 di Francesco Guccini, che è chiaro rifacimento de La più Bella di Guido Gozzano . . . (Dalla Nota dell’Autore)

 

L'Autore:

Davide Guerra (Novi Ligure 1997) ha conseguito il diploma di maturità scientifica presso il Liceo “E. Amaldi” di Novi Ligure nel 2016. Successivamente si è iscritto al corso di Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Pavia, ove ha conseguito la laurea triennale nel 2019. Attualmente frequenta il corso magistrale in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Milano. È appassionato di musica e letteratura, all’interno delle quali ritiene di trovare la manifestazione più intima dell’espressione umana, nel suo fluire attraverso i secoli. Questa è la sua opera d’esordio.

Paolo e Francesca, quelli io me li ricordo bene. Echi danteschi nella canzone it

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