La poesia di Romanato sembra essere la traduzione di sussulti interiori scavati nel suo io; una volontà di spalancare nuovi spazi di ricerca (anche linguistico-espressive) in zone inesplorate, nei recessi del proprio inconscio. Poesia che trae linfa dalla sofferenza, dalla ineluttabilità del destino (anche storico), dove realtà e fantasia si intersecano nell’alternanza dei ricordi con una singolare plasticità dell’anima, capace di ripiegarsi su se stessa come di rinascere a nuova vita per ritrovare se stessa al di là dei limiti psicologici e temporali, e ricomporsi successiva mente nel respiro finale di una realtà surreale, governata dall’ironia, dal sarcasmo e dalla mai accomodante autoironia. Egli è alla ricerca di libertà assoluta, vertigine di una temporalità svincolata dal dolore. È ardente il suo desiderio di costruirsi uno scudo verbale che con l’abilità delle formule lo protegga e al tempo stesso si trasformi in riflessi seducenti. I versi, le parole, diventano la rappresentazione della sua adesione a sé, del suo riconoscimento e della sua àncora di salvezza.
(Dalla Prefazione di Lamberto Garzia)
L'Autore:
Roberto Romanato (Vicenza, 29 ottobre 1960) è laureato in Lettere Antiche presso l’Università di Padova. Ha pubblicato Crestomazia dell’ombra con Helicon Edizioni. È stato insignito di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui Premio Montale (2002), il Premio Letterario Città di Porto Viro (2015), il Premio Internazionale Carlo Bo-Giovanni Descalzo (2021), il Premio Nazionale Alda Merini (2022), il Premio Luciana Notari (2023), il Premio Ca sentino (2023), il Premio Autori Italiani Torino (2024) e il Premio Cioni (2025).
Slogaritmi - Roberto Romanato
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